Buone pratiche di economia circolare, la delegazione tunisina si concentra su Rea Impianti

RASSEGNA STAMPA

17.01.19

Buone pratiche di economia circolare, la delegazione tunisina si concentra su Rea Impianti

Donati: «Il biodigestore anaerobico consentirà di trattare l’organico sul territorio, che al momento è portato fuori»

Ha portato buoni frutti la visita condotta ieri a Rosignano Marittimo dalla delegazione tunisina del  progetto “Reutilisation Economie Circulaire Participation Italie Tunisie – REP.IT”, arrivata per imparare come migliorare sul fronte dell’economia circolare. I nove rappresentanti della delegazione,hanno ascoltato le pratiche adottate sul territorio dal sindaco Alessandro Franchi e dall’assessore all’ambiente Daniele Donati, affiancati da Elena Pontillo di Rea Impianti. Tra i presenti i responsabili dei servizi ambientali e referenti di commissioni sul tema di numerosi comuni della Tunisia, oltre che la presidente del Comitato ambiente del Ministero per l’ambiente e gli affari locali della Tunisia. Per i centri di ricerca era presente la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e la società Innolabs, che collabora con il Comune per la costruzione di progetti sull’economia circolare.

Come riassume il sindaco Franchi la giornata di approfondimento è stata incentrata soprattutto «sulle buone pratiche di raccolta dei rifiuti urbani e i cambiamenti in atto con l’estensione del servizio di porta a porta su tutto il territorio comunale, il sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti che abbiamo realizzato attraverso la nostra società di riferimento, Rea Impianti».

Il sindaco si è dunque soffermato sulla caratteristiche del Comune, gli abitanti e i flussi turistici che in estate ne triplicano il numero – con il relativo impatto sulla produzione di rifiuti, dunque – la storia dello sviluppo economico con l’insediamento Solvay e l’affermazione del turismo, il passaggio dalla sola discarica alla costituzione del sito impiantistico di Scapigliato. Tra le tematiche approfondite la raccolta differenziata porta a porta, che – come ha sottolineato Donati – consente «di ottenere i livelli richiesti dalla normativa (italiana, mentre quella europea è focalizzata sul riciclo, ndr) e i cittadini sono più responsabilizzati, quindi i materiali possono essere recuperati più facilmente grazie agli impianti. Fra questi il biodigestore anaerobico consentirà  di trattare l’organico sul territorio, che al momento è portato fuori» e che invece potrà essere gestito in loco secondo principi di sostenibilità e prossimità una volta che il polo di Scapigliato porterà a termine il proprio progetto di ottimizzazione gestionale.

 

FONTE: greenreport.it – buone pratiche di economia circolare la delegazione tunisina si concentra su rea impianti